Estate, fine anni Ottanta. Felice ha tredici anni e porta sulle spalle il peso delle ambizioni di suo padre, che dopo anni di allenamenti durissimi lo iscrive ai tornei nazionali di tennis. Per prepararlo, il padre ingaggia Raul Gatti, sedicente ex campione interpretato da Pierfrancesco Favino. I due partono da Roma per un viaggio di tappa in tappa, tra campi in terra rossa e piccoli alberghi di provincia, in cui il rapporto tra ragazzo e mentore si fa sempre più intimo e complicato. Il tennis diventa metafora di qualcosa di più grande: la sconfitta come eroismo, l’accettazione di sé, la scoperta di ciò che si è al di là di ciò che ci viene chiesto di diventare. Presentato fuori concorso all’82ª Mostra del Cinema di Venezia.